Quante vite ho.

I gatti hanno sette vite, dicono. E gli umani, di quanti bonus possono godere? A 31 anni, credo di averne consumati un bel po’, e ne sono felice.
Una vita da bambina libera, una vita da adolescente ribelle, una da universitaria cazzeggiona, una vita nella tendopoli di L’Aquila, una nel carcere dell’Asinara, una da maestra, una da calciatrice, una da autrice, una da editrice e chissà quante altre.
Ora è arrivato il momento, tanto atteso, di una vita da eremita marittima.

Io e la mia sorella d’anima abbiamo mollato tutto e tutti e siamo andate a vivere insieme, a due passi dal mare. E’ stata una scelta dettata da motivi personali e lavorativi, e a una decina di giorni dal nostro faticoso trasferimento (immaginate il bagaglio di due donne che cambiano casa), il bilancio è positivo. Certo: ci sono le zanzare tigre, c’è molta umidità, il mare di notte è romantico ma rumorosissimo, non c’è la pasta al forno di mamma, non possiamo spostarci agevolmente senza la macchina, la nostra vita sociale è notevolmente ridotta e sopratutto, nessuna di noi due è ancora riuscita a trovare un lavoro. Un lavoro retribuito.

I pro, invece, sono tantissimi: inutile elencarli tutti. Basti pensare a una giornata di sole il 23 ottobre, con il gatto che fa le fusa, la musica in sottofondo, un buon libro e un’ora – anche due – di pausa – da tutto e da tutti – da dedicare a noi stesse, alle nostre passioni, ai nostri silenzi, a sbrogliare le nostre matasse.
Non possiamo dimenticarci, ovviamente, uno dei motivi principali che ci ha spinto a “uscire dal giro”: abbiamo bisogno di intensificare il nostro lavoro (scrittura ed editoria) per riuscire a guadagnare qualcosa che ci permetta di pagare le spese per/in/di una società in cui, se vuoi lavorare, devi indebitarti.

Io ne approfitterò anche per riprendere in mano i progetti che accantono sempre per mancanza di tempo (qua il tempo riesco a gestirlo meglio, perché i ritmi li detto io) come finire gli studi (da almeno 2 anni mi mancano solo 3 esami per specializzarmi in Filologia), dedicarmi con più costanza alla scrittura, alla fotografia e alla lettura (le mie più grande passioni) e imparare a vivere in modo meno disordinato e frenetico.

Lei mi guarda!

Ce la faremo, ne sono sicura.

(disse, respirando a pieni polmoni e pensando che tutto questo ottimismo, in città non ce l’aveva!)

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