Libri come Petali (cadono, ma poi rinascono)

Stiamo cadendo come mosche, dicono.
E uso il plurale, stiamo, accompagnato da gesti scaramantici e apotropaici.

“Oggi a me, domani a te” è una di quelle frasi che piombano dall’alt(r)o quasi come maledizioni. Ma basterebbe rovesciarla, “Oggi a te, domani a me”, per farne un motto preventivo che scateni quel coinvolgimento emotivo che spesso latita, presi come siamo a correre come mosquitos inseguiti dal Raid (romanticona, io) e a pensare che “tanto, certe cose succedono sempre agli altri”.

Gli altri, due anni fa, erano Rita della Libreria Odradek di Sassari e i suoi libri. Dal rischio che da quella grotta di pietra sarda scavata nel centro storico di Sassari potesse uscirne cenere, è nata invece una Fenice dall’accento sardo, sardissimo, che piano piano sta contagiando il resto d’Italia: Liberos.

(gli editori napoletani di Caracò, per esempio, parlano già il sardo: orale e scritto. E ora si prevede che Loredana Lipperini, contagiata da Michela Murgia, dica in diretta radio cose tipo: “Questo libro lo tiro a casino, ci podis contai”)

Gli altri sono stati i librai di Nuoro che si sono uniti sotto un’unica sigla, perché se da soli si zoppica separatamente, in due magari si inizia se non a correre, perlomeno a camminare in equilibrio.

Gli altri sono stati le case editrici sarde indipendenti che negli ultimi mesi hanno chiuso, e quelle che navigano in acque torbide.

Gli altri sono stati le bibliotecarie e i bibliotecari della cooperativa Comes di Sassari, finiti in cassa integrazione per motivi assurdi che neanche Steven Spielberg avrebbe saputo sceneggiare.

Gli altri siamo noi di Voltalacarta Editrici che stiamo acquisendo il dono dell’ubiquità per fare reading e corsi, pur di guadagnare il tanto per andare in stampa con il nuovo libro: perché se hai delle opere di qualità che vuoi pubblicare, ma non hai i soldi per farlo, alla frustrazione si sommano la rabbia e la sofferenza. Se poi vedi che in giro si continuano a stampare e promuovere libri a pagamento, mettici pure qualche istinto potenzialmente violento.

Gli altri, oggi, sono Franca e i suoi Petali di Carta: l’unica libreria per ragazzi di Sassari che ha appena annunciato la chiusura, a Giugno. I libri, per quelli come noi, sono sacri. I bambini, anche. Il connubio tra libri e bambini, quindi, è sacro alla potenza. Una carneficina culturale che non ha eguali. Mi viene da pensare che forse il destino di questa società (di questa italia) sia quello di far sparire i libri per bambini perché si punta, in futuro, a non insegnargli neanche a leggere.

(da ex maestra posso dire che questo piano mostruoso si sta concretizzando)

Franca della Libreria Petali di Carta (foto di Giovanni Salis)

Franca della Libreria Petali di Carta (foto di Giovanni Salis)

È per questo motivo che si è subito scatenata, su internet, una gara di solidarietà libresca e umana, sfociata in una giornata che prende il nome di “Cash Mob”, sulla falsariga del più noto “Flash Mob”. Ma in questo caso, l’azione collettiva è l’acquisto di un libro, scontato nei limiti della legge Levi, proprio nella Libreria Petali di Carta.
L’appuntamento è fissato per sabato 25 Maggio in via Carmelo, in piena zona Ztl: e non è un caso che Franca (alias “Petala”) abbia deciso di aprire – andando controcorrente rispetto a chi scappa dalla Ztl – la libreria in una zona pedonale facilmente raggiungibile, e nella quale i bambini sono di nuovo (finalmente) i padroni dei vicoli del centro storico.

Io ci sarò, e spero di non riuscire ad entrare in libreria a causa della folla e ripassare un’altra volta, e più e più volte, e trovare le serrande di “Petali di carta” sempre sollevate.

In bocca al lupo a Franca, in bocca al lupo (d)a tutti noi.

L'attrice Paola Dessì legge le storie ai bambini, nella Libreria Petali di Carta.

L’attrice Paola Dessì legge le storie ai bambini, nella Libreria Petali di Carta.

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