Ugo Maria Dessena: la mia pasta madre è antiomofoba.

Partiamo con sincerità: quanti, tra voi, hanno dato un nome alla propria macchina?

Vi vedo: siete quasi tutte donne e siete molte. Gigetta, Carolina, Minny, Fuffola. La memoria mi tradisce, fortunatamente, quindi non ricordo tutti i nomi delle macchine delle mie amiche. Io parto avvantaggiata, non avendo neanche la patente.
Pensavo che questa passione per i nomi si fermasse agli esseri viventi e alle macchine delle donne, invece no.

Immagine

Ho scoperto che anche la pasta madre, cioè il lievito naturale (in sardo, maddrigga), deve essere battezzata. Deve cioè essere trattata come un essere vivente (seppur non consenziente, come tutti i bambini che vengono battezzati), poiché contiene degli esserini che passeggiano, si riproducono, mangiano, bevono e fanno lievitare il tutto. L’ho spiegato male, lo so, ma cercate di capirmi: io quella roba che gli altri chiamano “Essa” o “Maria”, “Caterina”, “Franca” tra una settimana la devo mangiare.
Nelle dispense che Marianna – la nostra maestra di pasta madre – ci ha dato, leggo: “Lei vive: è un organismo che ha fame e sete”. Mi viene voglia di tornare al mio pane amato carasau di Ovodda  lasciare da parte gli esperimenti da cannibale. Ho sempre odiato il tamagotchi: ogni tanto mi dimentico di nutrire anche me stessa, figuriamoci un giochino elettronico o un panetto di acqua e farina che se ne sta sdraiato sotto una coperta.

Immagine

Ma c’è una cosa che ho scoperto proprio oggi, e cioè che la mia pasta madre contiene batteri lattici eterofermentati e omofermentati. Colpo di scena. Mi tremano i polsi affaticati dall’impasto e dal rinfresco (l’operazione tramite la quale si dà da mangiare e da bere alla pasta madre, quando e se ci si ricorda di farlo).
Lo scopro proprio quando Daniele Dessena, calciatore del Cagliari, è stato insultato da un gruppo di omofobi per aver utilizzato dei lacci colorati per le sue scarpette, come segnale contro l’omofobia. Ovviamente gli omofobi sono insorti. Della serie: io non sono razzista ma brucerei gli zingari, io non ho nulla contro i gay ma devono far finta di non esistere, e cose così.
Proprio per questo motivo, oggi ho deciso di contravvenire al mio rifiuto di dare un nome alle cose dando un nome alla mia pasta madre fatta di batteri etero e omo: si chiamerà Ugo Maria Dessena. Così siamo tutti contenti. Tutti tranne gli omofobi, ovviamente. Tratto il tema in modo ironico nonostante la gravità, ma a certa gentaglia la seppellirà solo una risata.

Immagine

Ad ogni modo, vi spiegherei velocemente e in modo del tutto approssimativo e incompleto come produrre una pasta madre, ma ci tengo al vostro stomaco. Ricordatevi solo una cosa: la pasta madre, appena fatta, NON va messa in frigo, ma va riscaldata sotto una coperta. Ve lo specifico non perché io vi ritenga dei tonti che confondono due azioni importanti e antitetiche (NON metterla in frigo, mettila al caldo), ma perché conosco due tizie che dopo una lezione di quattro ore sono rientrate a casa e hanno infilato la povera pasta madre nel ripiano tra i petti di pollo e latte. La cosa più sconvolgente è che le loro paste madri, nonostante tutto, sono diventate dei blob di vaste dimensioni e presto apriranno spontaneamente il frigorifero per autoalimentarsi e andare a fare una passeggiata al parco. Dopo il primo rinfresco, non abbiamo ancora capito se dobbiamo metterla di nuovo sotto la coperta o nel frigo. Questo lo chiarisco come messaggio subliminale agli amici che inviterò a cena nei prossimi mesi: portatevi il pane da casa.

Domenica inforniamo Ugo Maria Dessena: si salvi chi può.

(schema rubato a pastamadre.it)

Annunci

Un pensiero su “Ugo Maria Dessena: la mia pasta madre è antiomofoba.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...