Il Giappone mi perseguita

In questi ultimi giorni il Giappone mi rimbalza tra i pensieri. Il fatto che nella mia città il sushi sia solo un finto sushi, ha accresciuto la mia salivazione.

(off topic: imperdibile la scena del cliente che ordina il sushi, poi osserva la cameriera ed esclama: “Aspetta: tu mi stai fregando! Fatti vedere bene: ma sei cinese!)

giapp

 

A scatenare l’ossessione nipponica, come se non bastassero le mie papille gustative, è stato un libro. Con la cultura non si mangia, dicono, e in questo momento non mi sento di contraddire questo triste luogo comune. Posso però dire che con la cultura viene fame. Di altra cultura, ma non solo.

“L’origine della distanza” è un romanzo di Francesca Scotti pubblicato da una casa editrice che seguo con molta attenzione: Terre di Mezzo Editore. Sono giovani, belli e colorati e ogni volta che esce un loro libro li maledico perché non riesco a resistere, e lo compro. Immagine

La storia raccontata da Francesca Scotti parte malissimo, o benissimo, a seconda dei punti di vista. Vittoria è una studentessa universitaria che riempie la valigia di abiti e coraggio e parte per il Giappone. Più che lo spirito di avventura, la muove la voglia di rivedere l’uomo di cui è innamorata, e che la invita a superare paure e chilometri per ricongiungersi con lui a Kyoto. Gli uomini, si sa, spesso sono inaffidabili (non è del tutto vero, ma so che le mie amiche faranno sì con la testa, e ogni tanto le devo pur assecondare): Vittoria e Lorenzo si sfioreranno appena, perché lui lascerà Kyoto prima dell’arrivo della ragazza. Una bella accoglienza, non c’è che dire. Se questo non fosse accaduto, però, Vittoria non si sarebbe completamente messa in gioco in un paese che stordisce per velocità, colori, genialità e follia.

(conosco un ragazzo che ha una storia simile: ha messo da parte dei soldi, tanti, per seguire la donna della sua vita in un luogo lontanissimo e una volta arrivato lì, ha suonato il campanello e gli ha aperto un altro. Ma conosco anche chi ha vissuto la stessa scena a kilometro zero e non è comunque piacevole)

La vita in Giappone è inizialmente una centrifuga: Vittoria è stupita e stordita, si sente diversa a livello epidermico e linguistico, ma soprattutto emotivo: il suo bisogno di contatto fisico è ridotto al minimo da una società che sfiora e poi scompare. Il tema ricorrente del libro, a partire dal titolo, è il concetto di lontananza e vicinanza. Vittoria che si avvicina a Lorenzo che, con grande tempismo, si allontana da lei e dal Giappone. Vittoria che cerca un contatto con il Giappone, con delicatezza, con la giusta distanza che si ha per ciò che sembra lontanissimo, per poi scoprire che le distanze si abbattono se si trovano dei robusti punti in comune: anche due su cento possono bastare. Vittoria incontra la solitudine, quella sua e quella altrui: nella fuga di Lorenzo ritrova la storia degli ‘evaporati’ che pagano le agenzie perché cancellino le loro personalità senza creargliene delle nuove, e li aiutino a vivere nell’oblio dei senza nome: uno nessuno e centomila.

Si può parlare di Giappone anche senza parlare di Murakami (che mi piace molto, sia chiaro, ma non mi piace che venga letto perché “lo leggono tutti”): e riportare alla luce la storia degli invisibili, degli scomparsi, degli esiliati, di quelli che cercando gli altri trovano sè stessi.

A breve intervisterò Francesca Scotti, perché lei in Giappone ci vive e nonostante abbia gli occhi quotidianamente pieni di lucine (e la pancia di sushi, immagino), l’ha descritto con occhi vergini, tanto da farci scoprire Kyoto insieme a Vittoria.

C’è un finale enogastronomico, in questa recensione: non ho resistito e sono andata nell’unico ristorante giapponese del circondario. Si chiama “Ko de kap”, si affaccia sul porto di Alghero e ci sono stata per la prima volta due anni fa con un’amica: da allora anche le mie pupille sognano in giapponese. Il riso con la cremina al cocco non l’ho più cercato da altre parti per non rovinare il sogno, e il tiramisù al tè verde probabilmente l’ho sognato davvero, perché era buono in modo disumano.

Konichiwa!

Immagine

“L’origine della distanza”, Scotti Francesca, 2013, 107 pagine, Editore Terre di Mezzo (collana Narrativa), euro 12.

http://www.terre.it

Ko de kap di Alghero, via dell’Asfodelo 35-37

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