Maestra del mio Quor a Cagliari!

Non so definire la parola felicità. Ovvero: non so che sia la felicità. Credo di avere sperimentato momenti di gioia intensa, da battermi i pugni sul petto, al sole, alla pioggia o al coperto, urlando (a volte vorrei farlo e non si può, sarebbe giudicato segno di disturbo mentale) o da credere di camminare sulle nuvole o da sentire l’anima farsi leggera e volare alta fino a Dio (è capitato di rado). È la felicità? Così breve? Così poca?

Passavamo sulla terra leggeri, Sergio Atzeni

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Ho poche certezze nella vita, e una la sbandiero continuamente: a Cagliari c’è sempre il sole.

Per questo motivo, mentre nel resto del mondo pioveva, io sono arrivata nella “Capitale” senza ombrello e con una tenuta non autunnale, non primaverile, ma quasi estiva. Io che dormo con il pigiama in pile ad Agosto.
Ma se dico che per me a Cagliari c’è sempre il sole, vuol dire che c’è il sole, e non si discute.

Sotto una pioggerellina delicata e profumata (Cagliari mi stordisce), ho girato a piedi per tutta la città. Sono pochissimi, i quartieri che sono rimasti tagliati fuori dalla lunga passeggiata che la mia guida appassionata, Elisa, mi ha fatto compiere. Mi stupisco ogni volta, della bellezza di Cagliari: delle sue facce colorate, dell’eleganza dei suoi palazzi, di quell’accento così divertente.

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Per le vie di Casteddu…

 

 

 

(sto tergiversando: ma mi piace parlare di Cagliari, soprattutto perché ogni volta perdo almeno tre lettori sassaresi. Si scherza, eh, ma neanche troppo)

A Cagliari l’altra mattina ci sono andata per la primissima presentazione di “Maestra del mio Quor” alla Feltrinelli di via Paoli, con il buon Celestino Tabasso (un genio del male, leggete il suo “Forse non fa”, edito da Caracò) e Francesco Abate, che non presento come vorrei perché se no vi si cariano i denti. Dico solo che se nella vita vuoi vivere bene e in salute, non devi mai – MAI – nominare invano Francesco davanti a me. La fortuna è che non mi capita mai di sentirlo nominare invano. con frisco

Togliamoci subito dente e dolore: la Feltrinelli. Ma come, tu? Tu che parteggi sempre sfacciatamente per le piccole librerie indipendenti? Eja, proprio io. Quel tifo sfrenato non è certo sfumato, ma ho tolto quella sorta di ‘cataratta giudicante’ e ora riesco a vedere oltre il marchio, a vedere se dietro il bancone c’è un libraio o un semplice commesso (con tutto il rispetto per i commessi, eh).  Mi spiego: ci sono persone che potrebbero vendere indistintamente libri o carote, tastando qua e là, incartando e porgendo. Ecco, io cerco sempre il libraio, e badate bene: non è sottinteso trovare sempre dei librai in libreria. Che sia una libreria di catena o una libreria indipendente.

Alla Feltrinelli di via Paoli, a Cagliari, ho trovato dei librai. Se anche voi siete delle maniache della narrativa e volete trovare dei consigli sulle novità, cercate Maura, vi saprà dire anche il numero di scarpe degli scrittori.

(e poi: lo scaffale sulla questione palestinese…una vera sorpresa!) Io Cagliari

La sala era piena e dietro di noi campeggiava, sereno, il volto di Sergio Atzeni impresso su una gigantografia nella parete.
Abbiamo parlato dei bambini che siamo e che siamo stati, di Celestino che ha rapito un cobra nel laboratorio di scienze del suo liceo e di me che ho rapito Gesù Bambino dal presepe della prof di religione, sostituendolo con Alex Del Piero.
Abbiamo riso rumorosamente e poi sospirato, quando abbiamo affrontato argomenti più seri come i disagi dei bambini, delle maestre, della scuola in generale.
Abbiamo parlato di Caracò, il mio (il nostro!) editore, quando Francesco ha ricordato al pubblico che si tratta di un giovane e onesto editore che va avanti nonostante il terreno scivolosissimo e frastagliato, dovuto a chi non sempre paga i libri che acquista.

(ecco, magari sull’editoria onesta e disonesta aprirò un capitolo a parte)

feltrinelli caAbbiamo bevuto, anche, perché alla presentazione è seguìto un maestoso aperitivo offerto da Cucina.eat, che io mi sono persa perché stavo firmando copie, facendo gaffes, chiacchierando con Mamma Abate e con gli amici che sono venuti a trovarmi in questa domenica di pioggerellina leggera.

Cagliari è sorpresa e certezza insieme: mi sorprende per la sua bellezza cangiante e mi accoglie sempre con il sole.
Il sole dentro.

(voglio rassicurare i sassaresi: mentre ero lì, il Cagliari ha perso 4 a 0, quindi non mi avete mandato invano)

ca bynight

[FOTO DI ELISA GELSOMINO E LUANA SCANU]

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