Triplete di presentazioni!

La Maestra del mio quor è rientrata all’ovile per una tre giorni di presentazioni – Sassari, Alghero, Siligo – ad alto tasso di emozioni.
Sassari, inutile dirlo, è l’ovile per eccellenza. La città che mi sopporta e che sopporto da 33 anni. Che mi supporta, talvolta.

(è bene ricordare che è anche la città in cui – nemo propheta in patria – si organizzano eventi con editori arrivati dall’altra parte del mondo e ci si “dimentica” di invitare quelli di casa. Ma vabbe’)

ss chiacchiere

Ho chiesto di realizzare un desiderio e di avere, accanto a me durante la presentazione, due donne speciali: Rita e Franca. Due donne che hanno realizzato un sogno, e che ne realizzeranno altri, dopo aver avuto il coraggio (sì, il coraggio!) di accantonare momentaneamente quello più grande.
Rita e Franca sono, sono state e spero saranno, due brave libraie: Rita di Odradek e Franca di Petali di Carta. Due brave libraie che hanno fatto i conti con la crisi e hanno preferito ritirarsi da questo mercato di pescecani qual è il commercio, qual è l’editoria. E fare altri sogni, altrettanto colorati.
Volevo Rita e Franca, accanto a me, perchè sono l’esempio del coraggio di fermarsi a capire e prendere una decisione chiara e forte, anziché restare lì sul fiume, a passare e veder passare.

(veder passare per esempio i cervelli di quelli che dicono: “Non ce l’hanno fatta!”)

Volevo loro, accanto a me, perché “Maestra del mio quor” è anche loro. Perché un passaggio in libreria non è mai un “Buongiorno” veloce, ma è anche un racconto di ciò che sta venendo alla luce. E “Maestra” è nato quando le luci di Odradek e Petali di carta si sono spente, per andare a brillare chissà dove, chissà quando.
Volevo loro perché con me, e con loro, quella sera c’erano tutti i librai di Sassari, chi fisicamente e chi spiritualmente, in una presentazione collettiva che mi ha emozionato. Io, e loro. Non è mica da tutti, non succede ovunque che quasi tutte le librerie di una città si uniscano per fare un’unica presentazione. A Sassari, la mia città, succede.

E così volevo anche Rita e Franca, lì con me, lì con noi, lì con Massimo, Tiziana, Chicca, Aldo, Emiliano.
Lì con Paoletta che il giorno prima chiudeva la sua Libreria Godot.

(ma Paola non se lo scampa, un racconto a parte, e lo merita tutto anche se mi ha fatto piangere)

E la presentazione è andata benissimo, anche se ero più emozionata del solito. Sarà che in quella libreria ho fatto la prima presentazione della mia vita, quella del primo libro, “Fabrizio De André: storie, memorie ed echi letterari”.
Sarà, soprattutto, perché c’erano delle presenze (e assenze) davvero speciali, e a nominarle tutte, si fa torto a qualcuno.

Voglio ricordare tre momenti e tre persone.

1. la mia preside delle superiori, temutissima, che è andata in libreria quasi un’ora prima per aspettarmi. No, non mi voleva picchiare perché per anni l’ho fatta impazzire e perché ho passato più tempo in presidenza che in aula. Voleva rivedermi per dirmi: “La scuola ha bisogno di persone come te”.
Quella stessa scuola nella quale fui – l’unica alunna su 1300 – costretta a far parlare, durante i colloqui, la propria madre con tutti i professori e anche con la preside.

2. la mia prima professoressa di italiano del liceo, con la quale ebbi a lungo un rapporto di amore/odio. Ieri mi ha portato due rose di cartapesta e mi ha detto: “Vent’anni fa mi regalasti quattro rose: due le voglio tenere io, le altre te le ho portate per farti vedere che le ho conservate con cura”. rose

3. la lettera dolcissima di signora Pietrina – stretta tra le manine di un piccolo principe dagli occhi blu – che mi dà il benvenuto ufficiale nella sua famiglia: un albero bellissimo con rami eleganti, robusti e teneri allo stesso tempo, uniti e sempreverdi. Sono orgogliosa di farne parte.

I miei amici, e la mia famiglia quasi al completo, per la prima volta da quando presento un libro.

E il giorno dopo Alghero, con Claudia Crabuzza che mi canta quasi nell’orecchio Sparire per un po’, una delle mie canzoni preferite, forse la mia preferita in assoluto (concorre con Oggi è Natale), che mi sta perfettamente addosso come un abito comodo e sempre un po’ polveroso. E un omaggio a Fabrizio De André con Coda di lupo, insieme al tocco delicato della chitarra di Andrea Lubino.

905869_10152888826897042_6907152972081188243_oE il giorno dopo ancora Siligo, ospite di Mariella con la quale ho condiviso l’esperienza carceraria – da innocenti -, all’Asinara, e gli altri nostri compagni di prigionia.

siligos

Fedele compagna di avventure, con me c’era Lavinia Rosa in rappresentanza dell’Associazione no profit: ha raccontato al pubblico cosa già facciamo e cosa faremo per i bambini dell’orfanotrofio La Creche di Betlemmelav ss, ai quali va una parte del ricavato di “Maestra del mio Quor”. Abbiamo tantissime idee, e cocciute come siamo, sono certa che le porteremo a compimento.

C’erano tutti in questi tre giorni, anche gli assenti giustificati. Mancavo solo io, persa nel labirinto di queste emozioni.

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