Un 2014 di storie

“Io, se non vivo di emozioni, mi sento inutile”.

Fabrizio De André.

Buoni-Propositi-2014

Sono più gli articoli che penso, rispetto a quelli che poi scrivo. Ogni giornata porta con sé storie da raccontare o emozioni da condividere con gli altri, belle o brutte che siano.
Se penso ai post che avrei voluto scrivere ma che sono scivolati da soli nella stanza dei ricordi…non li ricordo. Perché una stanza dei ricordi troppo piena, crea confusione. Per questo motivo è liberatorio scrivere.

(una premessa confusionaria, lo so: ma dal caos nasce tutto!)

Questo 2014 è stato ricco di racconti,
emozioni, esperienze, storie, persone, luoghi.
Ho provato a riordinarli, qua sotto, perché io (e voi, cliccando sulle paroline verdi) possa andare a rileggermeli con calma, e assaporarne ancora la spontaneità visto che scrivo di getto, prima che le emozioni scivolino via.
Ho parlato di bambini.0007395333R-849x565

Dei bambini del campo rom di Fertilia nel giorno dello sgombero, del loro girotondo, del freddo, della cioccolata sul naso.

Dei miei vicini di casa che bussano alla porta il giorno di Su mortu mortu, e io apro con la faccia più indifferente che riesco a inventare, e mi emoziono.

Di un bambino incontrato a scuola, che urla come un aquilotto con le ali rotte.

Del mio (traumatico) rientro in classe dopo cinque anni.
Ho parlato di libri.libri

Del sogno che si realizza: con Una bomber al Salone del libro di Torino

Di Maestra del mio quor e di un primissimo esaltante tour di presentazioni, e del secondo. 

Di Le favole dell’attesa, un progetto bellissimo in cui sono fiera di poter rappresentare la Sardegna.

Di un bel libro che mi ha fatto venire voglia di partire.

 

Di Palestina2

Della mia piccola Zeqra e dei suoi compagnetti di vita all’orfanotrofio La Creche di Betlemme.

Del progetto “Sport in Palestina” che ha portato qua i miei amici di Gerico.
Di omofobia.arcobaleno

Delle calciatrici italiane che rompono il silenzio.

Di un gruppo di cretini che va allo stadio.

 

Di giochi con i lettorigiochi

Di “decluttering” come liberazione da molti mali. Amen.

Di voglia di leggere.

 

Della mia nuova vita nomade, alla ricerca di storie, luoghi, vite.casa

Di valigie da non disfare mai.

Di una casa nuova, dentro di me.

 

Di luoghi che sono sogni e sogni che sono luoghi.arte

Di un’azienda in cui nascevano pulcini e che ora fabbrica sogni colorati.

 

Ho parlato di tutti questo e di molto altro parlerò ancora, finché avrò voce e storie che meritano di essere raccontate.

Godetevi gli ultimi giorni di questo 2014!

Silvia

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