Una sceneggiatura spezzata per Broken city

Ogni tanto mi diverto, nonostante la mia ignoranza in campo cinematografico, a fare le pulci a qualche film visto per caso o per scelta.
Questo l’ho visto per caso.

Il regista statunitense Allen Hughes, rimasto artisticamente orfano del suo gemello Albert, confeziona per il 2013 un compito per casa che mette sicuramente in luce le sue doti di alunno diligente, meticoloso e dotato di senso della continuità.broken-city-poster Broken City, infatti, richiama continuamente, dal primo minuto fino ai titoli di coda, un qualcosa di già visto. L’ambientazione è prettamente newyorkese, come ogni poliziesco che si rispetti, e non possono mancare le figure stereotipate ricorrenti come quella dell’ex poliziotto cacciato dalla polizia che si reinventa detective privato e tra un pedinamento, un inseguimento e un appostamento fotografico nascosto, finisce per fare i conti con il proprio passato, tenta di redimersi e talvolta ci riesce.

Billy Taggart fa tutto questo. Dopo il suo allontanamento dalla polizia viene paradossalmente assunto dallo stesso uomo che gli ha fatto perdere il lavoro, il sindaco Nicholas Hosteler: l’uomo sospetta che la moglie (una bellissima ma un po’ incolore Catherine Zeta-Jones) abbia una relazione extraconiugale che potrebbe mettere a rischio la sua visibilità e quindi, la sua rielezione alla carica di sindaco. L’ex poliziotto si mette quindi sulle tracce della coppia clandestina e ovviamente  i risvolti lo porteranno ad un susseguirsi di eventi che lo coinvolgerà non solo in qualità di detective privato, ma anche di uomo. Broken-City-2

Un cast d’eccezione per una pellicola che dovrebbe tenere alta la tensione fino all’ultimo minuto di proiezione, ma che invece porta lo spettatore ad ambientarsi immediatamente in un registro di narrazione che ben conosce e che lo porta a rilassarsi per gran parte della durata del film , facendogli fare ben pochi salti sulla poltroncina, nonostante la trama potenzialmente movimentata. Mark Wahlberg, con la sua faccia da bravo ragazzo in età avanzata, è perfetto nel ruolo di poliziotto redento, e di più non gli si può chiedere. Non si può dire meglio di Russel Crowe, il personaggio sicuramente più stereotipato dell’intera pellicola, che non aggiunge nessun tocco di originalità alla sceneggiatura già deboluccia di Brian Tuccker. 

Speriamo che Allen Huges ritrovi presto la creatività persa tra le strade illuminate della sua Broken city.Broken-City-15

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