Sala d’attesa o girone infernale?

Al liceo una professoressa, supplente di Pedagogia per qualche mese, mi stupì affermando che trovava divertente fare la fila alle poste o dal medico.
Era pacata e sorridente, la professoressa Cucca: bionda con una capigliatura acrobatica, la poesia facile e atteggiamenti ai limiti dello zen.

norman_rockwell_sala_d_attesa Da allora, ogni volta che mi metto in fila, testa bassa e polmoni pieni (un po’ di poesia l’ho presa da lei: si vede?), penso a quella frase. Mi autoconvinco che sia vera e cerco di affrontare la fila come se fosse quella per l’ingresso al cinema o a un bel concerto. Un’attesa piacevole, un pastiche di adrenalina ed emozione che sarà ripagato da uno spettacolo meritevole.

A volte funziona, molte altre volte no.

Soprattutto, molte altre no.

Perché c’è fila e fila.

La fila dal medico, per esempio.
Ne esistono tre tipologie: la fila silenziosa, la fila lamentosa e la fila rumorosa.

  • La fila silenziosa è quella che trovi alle 12.57, a tre minuti dalla chiusura dello studio medico. Quindi ci siete solo tu e la signora delle pulizie, che solitamente sta zitta o al massimo canticchia una canzone melodica. È una fila rarissima, quindi non prendetela nemmeno in considerazione. Può diventare molesta solo se la signora delle pulizie è una fan di Gigi D’Alessio.
  • La fila lamentosa è la più odiata e temuta dai fuori classifica, ovvero La fila degli ipocondriaci, che non descriverò perché ne fa parte una persona a me molto vicina. Vicinissima. I Lamentosi sono quelli che snocciolano dettagliatamente i particolari più delicati della propria cartella clinica, sfidando gli altri Lamentosi ad avere acciacchi più gravi e ferite di guerra visibili. I Lamentosi finiscono quasi sempre le partite in pareggio, perché tutti – dal primo all’ultimo – hanno malattie difficilmente reperibili nei migliori dizionari medici internazionali. Gli unici a perdere sono sempre loro: Gli Ipocondriaci. Arrivati lì con determinati sintomi (riconducibili a banali influenze) entrano nello studio del medico di famiglia tremando e accusando dolori insopportabili su tutta la superficie del corpo. Al medico che chiederà loro: “Da quanto tempo sta così?” risponderanno di essere stati sottoposti a due ore di contagio, mentre aspettavano di essere visitati.
  • La fila rumorosa, altrimenti detta la fila del litigio, la fila del sono tutti uguali e la fila del vengono qua a rubarci il lavoro, è la fila che trovi a tutte le ore.
    Solitamente composta da personaggi di ogni età che parlano senza collegare il cervello alle corde vocali, questa fila è l’unica che tende a non lamentarsi se il medico tarda a visitare i pazienti. Anzi, loro sono quasi infastiditi dalla sua celerità, perché il tempo a disposizione per dire cazzate si riduce drammaticamente. Perciò sono i primi ad essere felici quando, impeccabile nel suo vestito da pinguino, fa capolino Il Rappresentante. Inizialmente osservato con odio – di quell’odio che si riserva alle persone solo perché si è abituati a odiarle, da generazioni – viene immediatamente giustificato da Il Sapientone che si affretta a rompere il silenzio dicendo: “Deve entrare ogni tre pazienti, lo dice la legge”. A quel punto Il Rappresentante, abituato agli insulti delle altre file risponde, irruento: “State tranquilli che non vi voglio fregare”, dando così il via al primo litigio dell’attesa. Che burbero, Il Rappresentante! Il Sapientone lo stava solo difendendo! Di conseguenza, egli si ritrova contro Il Sapientone, I Rumorosi che lo odiano da generazioni e anche quelli che sono rimasti zitti fino ad allora. Perché Il Rappresentante crede di essere chissà chi solo perché è studiato, e “non ha rispetto per noi che siamo qua perché stiamo male”. Dopo tre pazienti, Il Rappresentante può finalmente scappare dall’arena, e viene comunque insultato per tutto il tempo trascorso dentro lo studio medico. Uscendo, stringe la mano al dottore che lo saluta con un “Ciao Giova’”, scatenando un vespaio fino ad allora non ancora esploso. “Ah, ma allora è un suo amico, non Il Rappresentante! E allora doveva fare la fila come noi!”.
    Ma l’odio che egli riesce a scatenare per abitudine non è nulla, credetemi, davvero nulla, in confronto all’odio che scatenano loro: i negri, i musulmani, i cinesi e soprattutto gli zingheri. Questi ultimi, in particolare, sono in cima alla classifica degli argomenti da sala d’attesa. Gli zingheri che hanno le case popolari, gli zingheri che il sindaco se li deve mettere in casa sua, gli zingheri che se qualcuno li brucia fa bene, gli zingheri che non si lavano, gli zingheri che rapiscono i nostri bambini e gli tagliano i capelli a zero, gli zingheri che con la nostra elemosina si mettono i denti d’oro, gli zingheri che si mangiano tutto il cibo che la Caritas deve dare a noi, gli zingheri che hanno il Mercedes e noi non possiamo fare neanche il biglietto per il tram, gli zingheri che non mandano i bambini a scuola e se io non mando mio figlio, mi arrestano.
    I Rumorosi, che si nutrono di pane e livore, non risparmiano neanche frecce appuntite e avvelenate ad eventuali pazienti con l’epidermide di qualche grado più scura della loro. Anziché sviare il loro argomento razzista su altre razze assenti (non contemplo neanche il fatto che tacciano), approfittano del fatto che il signore lì seduto, quel mezzo negro lì, ben vestito (sicuramente con i nostri soldi), sta leggendo da circa un’ora un giornale, con gli occhi bassi e la faccia triste, senza battere ciglio e senza osare cambiare pagina. Che tanto il giornale lo sta tenendo al contrario. Senza respirare, quasi. Forse sta sperando di essere scambiato per un sardo poco poco più abbronzato degli altri, uno del sud. Poi si ricorda di essere a Sassari e dice che no, forse è meglio essere scambiato per marocchino che per cagliaritano.
    Se provi a prendere la parola, quando la tua bile ha superato ogni limite e sta per traboccare, aspettati che esploda definitivamente. Così avrai un altro motivo valido per essere nell’anticamera (dell’inferno) del medico di famiglia.
    Se proverai a correggere un’informazione, per esempio quella sulle case popolari regalate agli zingheri, verrai sbranata da almeno dieci Rumorosi contemporaneamente. Se sono ammogliati o maritati, raddoppia le cifre. Ti sentirai dire cose come: “E allora se li porti a casa sua!” (ma non dovevano andare dal sindico?), “Ma cosa ne sa lei?”, “Vuol dire che lei non ha bisogno di una casa e se ne frega se gliela rubano gli zingheri”. Quando riuscirai, mantenendo la calma, a dissipare dubbi, bufale e accuse infondate, scoprirai che non hanno ascoltato una sola parola del tuo discorso e che comunque ti danno torto a prescindere perché sei amica degli zingheri. Quasi ti guardano schifati e se possono, cambiano pure sedia, isolandoti.
    Dovrai aspettare fino alla fine che la sala d’attesa quasi si svuoti, per lasciare finalmente l’arena come già aveva fatto Il Rappresentante per non essere sbranato. I Rumorosi, infatti, si presentano dal medico anche due ore prima che questo arrivi per iniziare il servizio. Quindi tu sarai comunque in ritardo, anche se ti presenterai puntuale, perché avrai già almeno dieci o dodici rumorosi arrivati con largo anticipo, per decidere forse con quale razza prendersela dopo aver finito le bestialità da dire sugli zingheri.
    Uscita dallo studio del medico, prima di andare via saluterai educatamente i pochi sopravvissuti, e chiederai all’agguerritissimo Rumoroso con accento del sud che sta ancora cercando metodi truculenti per cacciare via gli zingheri, da dove provenga. “Da Napoli”, ti risponderà. “Ah, bene: lo sa che anche lei è considerato da qualcuno uno straniero?”.
    A quel punto i Rumorosi rimasti ti tacceranno di razzismo e lascerai la sala d’attesa portandoti dietro il loro rosario d’insulti.

    43946113

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...