Pasquetta in Sardegna

A differenza del Natale, che si festeggia sempre nello stesso giorno, la Pasqua è quella ricorrenza creata appositamente per incasinare e punire quelli che non frequentano le chiese. E qua non ci sono, credo, giochini mnemonici tipo la filastrocca dei mesi: “30 giorni ha novembre, con april, giugno e settembre, di 28 ce n’è uno, tutti gli altri ne han 31”.

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(avete amici trentenni che quando gli chiedete “Quando finisce Febbraio?” si esaltano come se avessero scoperto una nuova formula della fusione fredda? Se sì, scappate: sia per la scoperta che per l’entusiasmo insensato)

In ogni caso, sarà anche difficile scoprire quand’è Pasqua, ma è facilissimo scoprire quand’è Pasquetta.
La Pasquetta arriva quando in Sardegna il maestrale soffia a 130 chilometri orari, sradicando alberi e distruggendo automobili come nei peggiori film di Will Smith,

Cosa fare quindi in Sardegna il giorno di Pasquetta, con queste entusiasmanti premesse?

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  • Accedere a un sito di voli low-cost e prenotare il volo più economico. Che probabilmente non partirà mai, visto il forte vento.

  • Occupare la casa in campagna dei vecchi, insieme a una vagonata di amici, previo accordo: “Ognuno porta qualcosa, va bene?”. Vi ritroverete con 35 casse di Ichnusa e una torta salata con zucchine e speck.

  • Andare al mare per un picnic in spiaggia, tornando a casa con cefalea a grappolo e piegati in due come uno startac della Motorola, causa cervicale. Ma con un’intera galleria fotografica da riversare su facebook, per fare i figaccioni che vanno al mare sfidando le intemperie.

  • Andare in giro per i musei, e trovarli quasi tutti chiusi.

  • Andare all’Asinara, anche con il mare forza 9. Ci sono arrivata io con un gommoncino scarrucato, quindi ci potrete arrivare anche voi con un barcone o la barca a vela. Godetevi i colori di quest’isola bella e maledetta e quando entrerete nella cella numero 4 della Diramazione Centrale, piangete un po’ al mio posto. Non cercate il mio compagno di passeggiate Andrìa, purtroppo non c’è più. Mettete un fiore su ogni tomba di bambino del vecchio cimitero: sì, strappateli pure i fiori del cimitero per posarli su quelle tombe tristi e dimenticate. Male che vada vi mettono nel bunker di Totò Riina.

  • Andare a Gavoi e Ovodda, fermarsi a chiacchierare con le persone, assaggiare quello che vi offrono, ammirare le case in granito e il lago di Gusana a Gavoi, respirare i profumi e i colori delle campagne ovoddesi e scoprire che dietro ogni abitante che incontrerete, si nasconde un artista. No, non sto parlando di Giuliano Marongiu: cercate meglio.

  • Andare a Budoni, sorprendersi per i nomi buffi e originali dei borghi, lasciarsi travolgere dal colore del mare e dalla calma morbida degli stagni. Piangere copiosamente da parte mia, ma lontano dagli stagni. Hanno già dato.

  • Andare a Cagliari rimbalzando da un quartiere all’altro, perché a Cagliari c’è sempre il sole. Anche quando diluvia.


Se invece volete affidarvi a qualcuno che vi organizzi la Pasquetta, domani vi darò qualche dritta.

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