Allora Belloli ha ragione!

bomQuando iniziai a scrivere Una bomber, pensai di calcare un po’ la mano per ridicolizzare gli stereotipi che circolano attorno al calcio femminile.
Ridicolizzare gli stereotipi per ridicolizzare chi se ne nutre.

Quando scrissi Una bomber, avevo già incontrato i miei Belloli, dentro e fuori dal campo. Forse fu proprio per loro, grazie a loro, che tra tutte le storie d’amore che avrei potuto raccontare, scelsi di raccontare quella di Stefania e Morena.

Perché? Perché la loro era la storia d’Amore più normale e potente che avessi mai conosciuto.

Belloli su una cosa aveva ragione: (“Mai detto quella frase ma) se anche fosse non crollerebbe il mondo”.

No che non crollerebbe, Belolli, anzi: darebbe più colore alla tua materia grigia.

A tutte le Morena e Stefania che ogni giorno subiscono le offese di un Belloli qualunque. 

BKeoSNNCMAE7NCn-243x300
Amore arcobaleno
(da Una bomber)

Morena e Stefania per me sono ‘Thelma e Louise’, ma in una versione più alternativa. Sono entrambe fidanzate, con la particolarità non trascurabile che sono entrambe fidanzate tra loro. Da due anni, credo.

Ma allora è vero quello che si dice sulle calciatrici?”, mi sono chiesta. Poi, pensando al resto della squadra e facendo una percentuale, dovrebbe risultare anche che le giocatrici sono tutte ignoranti, dedite agli stupefacenti e al mestiere più antico del mondo. Certo, la nostra squadra è un campione che non dovrebbe fare testo, perché falsificherebbe la media nazionale. Ma a noi piace essere rappresentative.

Stefania e Morena, portano un po’ di colore in questo grigio spogliatoio in cui tutte sono impegnate a far vedere i bicipiti femorali di Pipino sul cellulare, a mostrare fieramente l’anello regalato da Passerotto per farsi perdonare le corna e a sentire il racconto di Tatino che spacca il setto nasale ad un corteggiatore un po’ troppo invadente.

La vita di Stefania e Morena, invece, non è rose e fiori, semmai spine e salici piangenti. Oltre ad essere un po’ come Thelma e Louise, infatti, sono un po’ come Romeo e Giulietta. Sfigate. Per questo motivo, il loro secondo soprannome è Montecchi e Capuleti.

(Sì, Nicoletta, sono gli attaccanti della Cremonese, hai ragione)

La loro storia d’amore arcobaleno è osteggiata da entrambi i padri. Non per sessuofobia o puritanesimo. No, figuriamoci. Ma per sessuofobia, puritanesimo, ignoranza e questioni politiche.

Il padre di Morena, è il cavalier Luigi Giorgini, noto in città per la suddetta fabbrica Giorgini marmi e graniti, quotata da poco in borsa con risultati sorprendenti. Sorprendenti perché molti azionisti entrano ed escono dal carcere con la stessa facilità con cui i palloni entrano nella nostra rete. Il cavalier Giorgini era il candidato a sindaco della nostra città. Il padre di Stefania, Arturo Pocamagna, gestisce una catena di self-service di quelli in cui vai lì, mangi la pasta scotta, la carne di plastica, la mela col verme, il dolce della casa targato Algida e te ne vai soddisfatta perché hai pagato solo sei euro. Sei talmente contenta di aver speso così poco per un pasto (in)completo, che non ti accorgi neanche delle contrazioni peristaltiche causate dalla fame o dal cibo scaduto.

Il signor Pocamagna, per uno strano caso della vita che potremmo comunemente chiamare malasorte (o espediente letterario), era il diretto avversario nelle politiche comunali del cavalier Giorgini. Nella lista dei Comunisti italiani. Ed è anche per questo, che quando vado al Pocamagna’s food mi sento pienamente soddisfatta e satolla: i bambini in agrodolce sono deliziosi. Anche se un fast-food che si chiama Pocamagna’s, qualche dubbio te lo dovrebbe far venire a priori.

Sembra quasi un artificio cinematografico, ma purtroppo è realtà: l’amore delle due ragazze è ostacolato dai relativi padri. Le madri, invece, – in quanto madri – sono più indulgenti e si limitano a dire, una, quella di Stefania: “Eh, le passerà…è ancora giovane, quando incontrerà l’uomo della sua vita, tornerà normale”. L’altra, quella di Morena: “Cosa ci vogliamo fare? È una malattia, mica possiamo ucciderla, al massimo possiamo curarla”.

Alla fine le elezioni le ha vinte il Signor Pocamagna e Romea e Giulietta hanno deciso di cambiare aria, andando via da casa: una, perché il padre le ripeteva ossessivamente: “Hai visto come ha vinto, il padre di quella? Con l’aiuto della mafia cinese!” e l’altra perché il suo le diceva continuamente: “Prova a dirglielo a quel fascistone là, che siete fidanzate, così vi fa scomunicare!”.

“Magari!”, risponde sensatamente la figlia.

Ora Stefania e Morena vivono in una villetta in periferia insieme a Marcellino, un bastardino di un anno che hanno trovato per strada con la zampetta rotta. Lo trattano come un figlio, perché uno loro, probabilmente non lo avranno mai.
E meno male, dico io, perché di Mefistofele in trasferta ce ne basta uno.

tumblr_mmybrqWpYu1rqimcxo1_500

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...