Pagina bianca, ti sfido!

Abbiamo visto che ci sono molti motivi che causano la Sindrome della Pagina bianca: malattia democratica che prima o poi colpisce tutti.
Nel precedente post, però, sono partita dal presupposto che la Sindrome compaia all’improvviso durante la scrittura di un racconto o di un romanzo.

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Ma se questo blocco avvenisse ancora prima, cioè se dovessimo metterci davanti a un foglio bianco ad aspettare un’idea, un guizzo, una frase o qualunque forma di storia intelligente da spalmare sul foglio?

Beh, poco male: se la Sindrome ci colpisce ancor prima di aver scritto una sola parola, magari il motivo è così chiaro da essere anche troppo banale per essere preso in considerazione. Ovvero: magari, semplicemente, non abbiamo (trovato) nulla (di interessante) da dire.
Può succedere, davvero. So che sono brutti momenti, perché dentro di noi c’è qualcosa che preme per uscire, ma magari quella cosa non è una storia.

Semplice, banale, forse un po’ doloroso: se sei davanti a un foglio completamente bianco e questo rimane completamente bianco per le successive ventiquattro ore che diventano poi settimane, mesi e anni… magari-forse-probabilmente-purtroppo, è possibile che tu non abbia (trovato) nulla (di interessante) da dire. Di conseguenza, non sai come far emergere quel nulla.

Pagina bianca 1

Se la tua esigenza è quella di scrivere qualcosa, qualunque cosa, per il puro piacere di scrivere ed esercitarti, allora alzati, vai verso la tua libreria personale e prendi un libro, non necessariamente il tuo preferito. Scegli un brano breve e riscrivilo. Sì, scrivilo con parole tue. Rielaboralo, mettici le tue reazioni emotive che si sono scatenate durante la lettura, modifica i dialoghi in base al tuo modo di parlare: riscrivilo come lo avresti scritto tu. Sì, lo so che ci si sente dei violentatori di testi (cito il mio “maestro” dell’Università), ma è necessario farlo. Tanto lo scrittore non lo saprà mai.

Se la tua Pagina Bianca è bianca perché non sai cosa raccontare, forse c’è un problema. Ma lo affrontiamo.

Innanzitutto chiediti cosa vorresti scrivere e perché, e lascia perdere il come.
Nei miei Laboratori di Scrittura spesso i corsisti mi dicono “Vorrei imparare a scrivere”. Li spiazzo da subito rispondendo, come scritto nel primo post, che sanno già scrivere perché hanno fatto almeno le elementari.
Poi chiedo loro se hanno il desiderio o l’esigenza (o l’urgenza!) di scrivere qualcosa in particolare. Molti aggrottano le sopracciglia e ci pensano un po’ su, poi dicono: “Mmm, niente in particolare”. Altri vorrebbero scolpire su carta ricordi di vite e di persone. Altri ancora vogliono imparare a scrivere storie inventate. E poi ci sono quelli che vogliono imparare a scrivere bene, che sono poco poco più avanti o più indietro (dipende dai punti di vista) degli altri perché partono dal presupposto di saper già scrivere.

[sono più avanti perché non arrivano lì con le mani in alto non dicendo “Non so scrivere”, ma “Scrivo già, però vorrei farlo meglio”; sono più indietro perché è molto più facile imparare a far bene una cosa se si parte da zero, senza pre-concetti e convinzioni]

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Molti quindi sanno già cosa scrivere, ma non hanno ancora iniziato.

Altri sanno cosa scrivere, ma non sanno da dove iniziare.

Altri ancora non sanno cosa scrivere ma vogliono iniziare.

Infine ci sono quelli che sanno cosa scrivere, hanno iniziato, ma poi anche interrotto.

Voi in quale di questa categoria vi ritrovate?

Io in tutte.

[tranquilli, ve l’ho già detto: affronteremo il problema. Non sto temporeggiando, voglio solo che capiate quale sia esattamente]

Esercizio: chiedete a un’amico o amica, collega o conoscente di prestarvi una foto del suo album fotografico, senza farvi raccontare niente del momento dello scatto. Non vi dovrà spiegare chi sono i personaggi raffigurati e i legami che ci sono tra loro né il luogo né il periodo storico. Nulla 🙂

Provate a immaginare/inventare tutto voi, e raccontate il tutto in una decina di righe.

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