La firma del contratto

Eravamo rimasti alla firma del contratto.

Posso andare in classe?” chiedo in segreteria, dopo aver riposto la pecora in borsa.

No, ora deve andare dalla Dirigente”.

Panico.

Ah, sì, dalla Dirigente?” balbetto.

Sì, le vuole parlare”.

Terrore.

Ecco, la fama mi ha anticipato, penso. È da quando avevo 14 anni che finisco dritta dritta dalla dirigente, senza passare dal via. Si può dire che nella mia carriera scolastica io abbia passato più tempo in presidenza che in classe. “Silvia convocata dalla preside” era un mantra che a volte mi spaventava, ma molto più spesso mi salvava dalle interrogazioni. Convocata perché avevo organizzato lo sciopero, convocata per il sit-in sulle scale, convocata per l’autogestione, convocata per ripulire i cessi. Pensate che su 1300 studenti delle Magistrali, ero l’unica che ai colloqui doveva far parlare mia mamma anche con la preside.

Comunque: la porta dell’ufficio della mia nuova dirigente è semichiusa, quindi mi fermo fuori. Dunque: che la porta sia semichiusa, ne sono convinta, è una cosa soggettiva. Potrebbe benissimo essere semiaperta. Se è semichiusa non è detto che sia un segno di apertura, ma un segnale implicito che dice: “Alt. Lasciate ogni speranza”. Se è semiaperta, forse mi sta aspettando. Ma se non mi sta aspettando e io entro? E se invece mi sta aspettando e io non entro? Nel frattempo, mentre mi perdo in congetture che non portano a nulla di buono, Lei deve aver sentito il mio respiro affannato da supplente precaria che deve prendere servizio il primo giorno.

Avanti!” dice da dentro con tono perentorio.

Lei è una donna sulla cinquantina. Dico cinquantina perché magari leggerà questo racconto e apprezzerà il fatto che io le abbia tolto qualche anno, ed è pur sempre il mio capo. Ecco, allora rincariamo la dose e aggiungiamo che lei è una splendida donna sulla cinquantina. Ma che dico, forse ne ha addirittura quaranta.

[lo dico per dar modo a qualcuno di darmi della lecchina: fa sempre piacere offrire spunti interessanti da discutere durante la programmazioe e il Collegio]

Comunque, Lei è seduta dietro una scrivania nera e non si volta quando entro. Finge quasi indifferenza. A me, che come il piccolo Nino odio gli indifferenti, questa cosa fa salire ricordi non proprio piacevoli. Venti anni prima, altra scuola, altro ruolo, stanza simile. Ero una quindicenne che voleva parlare urgentemente con la preside, che però non ricambiava la stessa urgenza.

Non ti vuole parlare, Silviè”, mi aveva detto il bidello con la scopa in mano.

Vabbè, lei può anche stare zitta se vuole, parlo io” avevo risposto.

A quindici anni ero una via di mezzo tra Giovanna D’Arco e un giovane e ingenuo samurai pronto a fare harakiri. Era finita male, vi dico solo questo: il giorno dopo io e lei eravamo sulla Nuova Sardegna e lei ne era uscita con le ossa a pezzi. In senso metaforico, dico, che non sono mai stata una violenta.

Ma torniamo a oggi.

pecora.jpegCome svolto l’angolo della scrivania nera di radica, Lei alza la testa e mi dice “Buongiorno”. Non sorride. Ma dice “Buongiorno”. Lo trovo quasi commovente. Mi fa qualche domanda che ora non ricordo, mentre firma un documento che per fortuna non devo controfirmare anche io, perché tirare fuori la penna-pecora davanti alla dirigente, a 35 anni, forse è un po’ troppo.
Da quel giorno è passata tanta acqua sotto i ponti, e lungo i fiumi ho visto anche passare qualche cadavere. Ora Lei, nelle occasioni ufficiali, forse a causa di quella penna con la testa di pecora, mi presenta così :

Lui è il direttore della cooperativa sociale, fanno un gran lavoro.

Sandra è una nostra maestra, molto attiva nel volontariato.

Maria Grazia è la mamma rappresentante d’istituto, e se non ci fosse saremmo persi.

Loro sono un’associazione di recupero urbano, che fa cose bellissime.

Ah, e lei è Silvia: una disgrazia che ci è capitata.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...