I miei libri

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Qui si racconta di quel poeta con la chitarra che è stato Fabrizio De André. Oltre a ripercorrerne le vicende artistiche e umane, l’autrice esamina con particolare attenzione gli aspetti letterari della sua opera. Sia gli scrittori e i libri che ha amato e che sono stati per lui fonte d’ispirazione: da Aristofane a Lee Masters, da Villon a Baudelaire. Sia le tematiche più ricorrenti nei suoi testi: la donna e l’amore, la guerra e la morte, il rapporto con Genova e con la Sardegna.

 

 

 

100 giorni

Giugno 2010. Da più di 100 giorni gli operai della Vinyls di Porto Torres, in Sardegna, occupano l’ex carcere sull’isola dell’Asinara. Finiti in cassa integrazione, sotto gli occhi di una classe politica incapace di gestire la vertenza, hanno scelto di protestare in una forma che irride, sebbene con amarezza, al programma televisivo L’isola dei famosi. I veri naufraghi del lavoro contro i naufraghi-VIP; l’emblema di una crisi occupazionale contro l’anestesia spettacolare di un Paese in crisi. Questo libro racconta da vicino i protagonisti, uomini e donne, le paure e le speranze, la quotidianità e l’ufficialità dell’Isola dei cassintegrati. Ripercorre la storia di una protesta pacifica e singolare che i suoi attori non hanno alcuna intenzione di sospendere finché non torneranno a casa sani e salvi con la prospettiva di un lavoro di cui sono stati privati senza troppe spiegazioni.

 

bom Cosa succede quando il calcio, da sempre considerato uno sport maschio, si tinge di rosa? Julia gioca in una squadra di calcio femminile e il suo ruolo è quello di panchinara. Con il sole, con la grandine, con la squadra decimata dagli infortuni. L’unico espediente per sopravvivere alle trasferte (e alla vita dentro lo spogliatoio), oltre contare le caterve di gol incassati, è quello di scrivere la cronaca degli avvenimenti a modo suo. Uno sguardo sarcastico sul mondo del calcio in generale e su quello femminile in particolare: un macrocosmo poco conosciuto attorno al quale ruotano leggende e pregiudizi, ma anche qualcosa di vero. Solo i panchinari, però, possono avvalersi del privilegio di saper scindere la realtà dalla fantasia.

 

libro Maestra del mio quor

Ironica, pungente, irriverente, appassionata, romantica e dolcemente imbranata. Una maestra d’inglese giovane, piccola, piccolissima, che non vuole crescere per continuare a parlare la lingua dei suoi “nani” e per non smettere di entusiasmarsi. “Chiamo le mie colleghe per soprannome. Mangio caramelle viscide a forma di dentiera, o lombrico. Quando sono emozionata, sbaglio qualche congiuntivo. Mi sbrodolo completamente quando mangio il gelato, anche nella coppetta. Trovo ancora la calza della Befana ai piedi del letto, e ancora mi stupisco. Indosso jeans sbrindellati. Impazzisco per le figurine Panini. Talvolta mi scappa una parola in dialetto. Talvolta anche due o tre di fila. E i miei bambini ridono. E io con loro. Perché loro sono ciò che ero io fino a qualche anno fa. E io sono quello che saranno loro tra qualche anno. (Se sono proprio sfigati)”.

 

piciocus“Piciocus” con Francesco Abate, Gianni Zanata, Paolo Maccioni e Gianluca Floris (Caracò, 2011)

Dall’Isola che c’è arrivano storie di piciocus, ovvero di ragazzini, anzi di ex bambini. Come la storia di Piciocu de buttega, amarcord di un giovane garzone di barbiere che la penna di Paolo Maccioni tratteggia con spietata delicatezza, tra pallonate d’altri tempi e sfumature alla brillantina. O come quella del piccolo Ramòn, Buddinu per gli amici, protagonista del racconto di Silvia Sanna. Le peripezie di un pistolero dal cuore molle che “tra l’uccidere e l’essere ucciso, avrebbe optato per la seconda soluzione”. Storie senza tempo, forse ispirate a vicende verosimili, di certo farcite con parecchia fantasia. E se In nessun posto, di Gianni Zanata, e Un bambino come gli altri, di Gianluca Floris, ci raccontano di un’epoca nella quale adolescenza e fanciullezza non sempre facevano rima con spensieratezza, Il fantastico Biddìddi, pennellato da Francesco Abate, trascina il lettore in un’estate d’antan, quando un gelato costava appena trenta lire e i bagnini erano i temibili Ogudrottu e Zampetta.

 

Alcuni miei racconti presenti in queste antologie:

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